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Insonnia da caffè: berne meno e all’occorrenza la Valeriana

valeriana contro l'insonnia da caffè

Quando un uso eccessivo di bevande che contengono la caffeina produce nervosismo e insonnia, è possibile utilizzare un calmante naturale a base di Valeriana.

La caffeina contenuta nel caffè, un potente stimolante

Il caffè è una bevanda che si ottiene sottoponendo a macinatura e tostatura i semi di una pianta tropicale conosciuta con il nome di “Coffea”. Questo arbusto, del quale esistono numerose specie, cresce spontaneamente in Asia e nel continente africano, ma nel corso degli anni è stato trapiantato anche in altre zone del globo, dove le peculiarità dei climi e dei terreni hanno favorito la nascita di molte nuove varietà. Il caffè è considerato a tutti gli effetti una droga per alcune sue particolari caratteristiche, come la capacità di indurre dipendenza e di potenziare al massimo la resistenza muscolare: merito dei suoi principi attivi, grazie ai quali la bevanda è apprezzata per i suoi effetti benefici sull’organismo oltre che per il suo caratteristico sapore.

Tra i componenti del caffè, quelli che esercitano un’azione maggiormente incisiva sull’equilibrio psicofisico dell’organismo sono l’acido clorogenico e la caffeina. L’acido clorogenico produce un’accelerazione del metabolismo corporeo che modifica l’assorbimento del glucosio da parte dell’intestino: per questa sua forte azione ipoglicemica, esso viene spesso impiegato nella formulazione di preparati erboristici e farmaceutici dalle proprietà dimagranti, antiossidanti e anti-diabetiche. Questo acido, però, è presente nella sua massima concentrazione all’interno dei chicchi di caffè verde puri e non tostati: il procedimento di tostatura distrugge in gran parte il contenuto di acido clorogenico dei chicchi di caffè, per cui la classica “tazzina” di caffè nero possiede un contenuto molto ridotto di questo composto.

Dopo il processo di tostatura, nei chicchi di caffè

caffè provoca insonnia

viene invece potenziata la molecola della caffeina, una sostanza alcaloide dagli effetti stimolanti e stupefacenti. L’azione della caffeina sollecita i centri nervosi ed agisce sull’apparato digerente aumentando la peristalsi: per questo, il caffè può rivelarsi utile per agevolare la digestione e combattere la stipsi. Reagendo con alcuni particolari recettori cerebrali, la caffeina agisce sulla regolazione dell’attività nervosa stimolando il sistema nervoso simpatico ed incrementando i livelli di adrenalina: in questo modo, questa sostanza produce un aumento del battito cardiaco, un innalzamento della pression

 

e arteriosa, un maggiore afflusso di sangue ai muscoli ed un incremento della diuresi.

A ciò fanno riscontro una minore irrorazione sanguigna della pelle e degli organi interni e un ridotto rilascio di glucosio nel fegato. L’innalzamento dei livelli di adrenalina prodotto dalla caffeina ha un effetto energizzante ed euforizzante, ma allo stesso tempo è responsabile di alcuni effetti collaterali particolarmente dannosi, soprattutto per i soggetti più sensibili: irritabilità, nervosismo, dipendenza, tachicardia, emicrania, affezioni del sistema gastro-intestinale (come diarrea, crampi addominali e reflusso gastro-esofageo) e, soprattutto, insonnia. Esercitando infatti una forte stimolazione dei centri nervosi e aumentando la produzione di adrenalina, la caffeina può causare una potente eccitazione dei nervi e creare squilibri significativi nei ritmi sonno-veglia.

La sua azione, infatti, altera la normale capacità del sistema nervoso di mantenersi sveglio ed attivo, prolungando lo stato di veglia e provocando una eccessiva reattività dei nervi: la conseguenza indesiderata che può scaturire da questo meccanismo di azione, soprattutto nelle persone facilmente eccitabili o in caso di sovradosaggio, è un grave stato di ansia che può compromettere del tutto o in parte il corretto funzionamento dei ritmi sonno-veglia. In tal senso, il consumo di caffè può ostacolare il riposo notturno e favorire l’insorgenza di patologie nervose di media e grave entità.

Un tranquillante naturale a base di valeriana officinalis

Per risolvere il problema e trattare l’insonnia da caffè, molti soggetti decidono di ricorrere a terapie farmacologiche con tranquillanti e sonniferi i quali, però,valeriana contro l'insonnia da caffè inducono il sonno comportando tutta una serie di effetti collaterali. Fra gli psicofarmaci prescritti allo scopo di combattere l’insonnia da caffè occupano un posto di primo piano i prodotti a base di benzodiazepine. Le proprietà ansiolitiche ed ipnotiche di questa categoria di farmaci sono dovute alla loro capacità di agire sul neurotrasmettitore GABA (acido gamma-aminobutirrico), il recettore cerebrale deputato all’induzione del sonno.

Su questo neurotrasmettitore, le benzodiazepine esercitano un influsso stimolante potenziandone l’attività ipnotica e sedativa e contribuendo efficacemente a ripristinare i corretti ritmi sonno-veglia: la loro azione contrasta efficacemente l’insonnia da caffè e consente di addormentarsi con facilità, ma lascia al risveglio una sgradevole sensazione di intorpidimento che può protrarsi per tutto l’arco della giornata, fino ad ostacolare alcune tipologie di operazioni che richiedono lucidità e prontezza di riflessi, come lavorare e guidare veicoli.

Per questo, è preferibile trattare l’insonnia da caffè con un rimedio naturale in grado di garantire un alto livello di efficacia senza produrre alcun tipo di effetto collaterale: uno dei rimedi migliori, in questo senso, è rappresentato dalla Valeriana Officinalis. Uno studio condotto nel 2009 dalla dottoressa Stephanie Ross, direttrice del “Complementary and Integrative Therapy Program” presso l’Health Sciences Department dell’Università di Drexel (USA) ha evidenziato l’efficacia dell’estratto di Valeriana Officinalis nel miglioramento della qualità del sonno: merito delle benefiche proprietà di questa pianta, che replicano in modo assolutamente naturale e privo di rischi per la salute l’effetto sedativo e calmante delle benzodiazepine.

La Valeriana Officinalis è un arbusto diffuso in molte zone umide del continente europeo e americano: dalla sua radice e dal suo rizoma ( fusto sotterraneo) si ricava un estratto secco dalle spiccate qualità ansiolitiche, antispastiche, rilassanti ed ipnotiche. Questo estratto contiene un’alta percentuale di tannini, valepotriati, flavonoidi e acidi valerenici, principi attivi che esercitano una forte azione stimolante sul neurotrasmettitore GABA: ciò induce una rapida ed intensa sedazione senza produrre il torpore, la sonnolenza e la dipendenza che spesso si accompagnano ad un trattamento farmacologico. Oltre ad agire sui centri nervosi, la valeriana esercita una funzione distensiva sulla muscolatura addominale, alleviando i crampi di natura nervosa e contrastando la forte peristalsi prodotta da un eccesso di caffeina.

Gli effetti negativi del caffè, quindi, possono essere efficacemente contrastati senza alcun ricorso ai farmaci: basta ridurre il consumo di caffè a 1-2 tazzine giornaliere ed assumere l’opportuno dosaggio di valeriana in compresse. La formulazione dell’estratto in compresse possiede un elevato grado di efficacia nel trattamento dell’insonnia da caffè grazie all’alta qualità dei principi attivi, presenti in forma purissima e in forte concentrazione. Nonostante si tratti di un prodotto naturale, è fondamentale attenersi alla posologia raccomandata e alle relative controindicazioni: un dosaggio superiore di valeriana può infatti provocare un’eccessiva sedazione con ripercussioni negative sulla lucidità mentale e sulla capacità di concentrazione.

Per contrastare l’insonnia da caffè ed agevolare un riposo notturno ottimale, la somministrazione di valeriana deve avvenire preferibilmente mezz’ora prima di coricarsi. Il dosaggio quotidiano più indicato è di 300 mg, corrispondenti ad una somministrazione di 1-3 compresse tre volte al dì. In gravidanza e allattamento è consigliabile richiedere il parere del medico. L’uso del prodotto è solitamente sconsigliato se il soggetto assume regolarmente alcol, sedativi o psicofarmaci: l’associazione fra la valeriana e sostanze di questo tipo, infatti, può provocare interazioni nocive per la salute.