Si può guidare dopo aver assunto Valeriana?
10 dicembre 2013
Proprietà sedative della Valeriana Officinalis
11 dicembre 2013

Le Proprietà Terapeutiche della Valeriana Officinalis

Da tempo immemore, presso i greci e i romani sino alla lontana Cina, la Valeriana è conosciuta per le sue molteplici proprietà terapeutiche. Solo nell’ultimo secolo, con l’avvento della ricerca scientifica moderna, i campi di utilizzo della valeriana, le interazioni e le controindicazioni, sono stati attentamente studiati e valutati per i suoi effetti curativi.

Ecco la lista delle proprietà benefiche della Valeriana

Le proprietà terapeutiche della valeriana sono:

  • sedative
  • antispastiche
  • anticonvulsive
  • antinevralgiche
  • antidistoniche
  • antiaritmiche
  • ipnotiche

In formati da banco, senza prescrizione medica, sono presenti medicinali con estratti standardizzati usati contro l’insonnia, i disturbi del sonno, ma anche come coaudiuvanti complementari in terapie contro le crisi di panico, gli stati ansiosi in generale e tutte quelle manifestazioni di tipo ansioso che coinvolgono più organi.

I principi attivi contenuti nella radice della pianta, gli acidi valerianici e iridoidi, interagiscono con il Sistema Nervoso centrale dell’uomo, e in modo più specifico, con il Sistema Nervoso Autonomo, cioè quello che regola i vari stadi del sonno, della loro qualità e che monitora gli stati di benessere psicologici e fisici. Inoltre, i Terpeni e i Flavonoidi presenti nella radice di Valeriana, sono indicati per trattare le affezioni dolorose muscolari, crampi e intestino irritabile.

Estratti di valeriana per alleviare le tensioni

Solitamente per alleviare tensioni nervose e disturbi del sonno vengono utilizzati estratti preparati con etanolo (Tintura e Tintura madre) mentre altre preparazioni a base di radice si basano sull’uso tradizionale, tisane e gocce a bassa concentrazione dove la valeriana con le sue proprietà terapeutiche apporta notevoli benefici. A controllo della commercializzazione e dell’impiego della Valeriana e dei suoi derivati ci sono due grandi enti, uno europeo, l’HMPC (Committee on Herbal Medicinal Products) la Commissione Europea per i medicinali di origine vegetale e negli Stati Uniti la FDA (Food and Drung Administration).

L’HMPC, dopo molti studi e ricerche bibliografiche sui risultati ottenuti, ha inserito la Valeriana nell’indice dei medicinali di origine vegetale, dopo un periodo di 30 anni di uso tradizionale e 15 all’interno della Comunità. Dopo questo riconoscimento la Valeriana può essere utilizzata in sicurezza escludendo le controindicazioni e sensibilità verso il prodotto e sfruttando tutte le sue proprietà terapeutiche.

La valeriana non è un medicinale

In preparazioni da banco in compresse o sotto forma di tisane erboristiche, la Valeriana non segue l’iter dei medicinali, nonostante le sue benefiche proprietà terapeutiche, e può essere commercializzata e acquistata come alimento o integratore alimentare. Negli Stati Uniti la Valeriana è considerata prima di tutto un integratore alimentare e quindi vendibile senza l’approvazione della FDA a meno che  non sia richiesta per la cura di patologie specifiche. Nel caso di prescrizioni particolari, dosaggio e preparazioni che esulano dall’ambiente alimentare, vengono emessi regolamenti specifici.