Un rimedio naturale contro la gastrite nervosa: la Valeriana
5 novembre 2014
insonnia da ansia
Insonnia da ansia e Valeriana officinalis
12 novembre 2014

Insonnia da cortisone, usare la Valeriana per migliorare il sonno

insonnia da cortisone

Chi ha provato cure a base di cortisone sa che uno dei suoi effetti collaterali più fastidiosi è l’insonnia. Ma come combatterla evitando l’assunzione di ulteriori farmaci o psicofarmaci? L’assunzione di Valeriana potrebbe essere l’alternativa più giusta per conciliare un buon sonno.

Il cortisone, un farmaco che può disturbare il sonno

Con il termine “cortisone” si indica un farmaco che sfrutta le proprietà del cortisolo, un ormone secreto naturalmente dalle ghiandole surrenali del nostro organismo. Dal punto di vista chimico, il cortisone è un precursore inerte del cortisolo: esso rientra nella categoria deicorticosteroidi, ormoni che, insieme all’adrenalina, vengono rilasciati nel sangue come risposta a particolari situazioni di stress. I livelli di cortisolo ( non a caso denominato anche “ormone dello stress”) non sono sempre costanti, ma seguono solitamente i ritmi circadiani: sono quindi più bassi durante la notte, per consentire al corpo di rilassarsi e ricaricarsi.

Per questa ragione, la somministrazione di cortisone ad alto dosaggio può avere ripercussioni significative sull’andamento dei ritmi sonno-veglia, che possono subire gravi alterazioni in seguito ad un innalzamento eccessivo dei livelli di cortisolo nel sangue. Tali alterazioni si traducono in un particolare disturbo del sonno meglio conosciuto come “insonnia da cortisone“. Questa tipologia di insonnia si manifesta con una specifica sintomatologia facilmente riconoscibile attraverso alcuni aspetti peculiari. La prima atipicità riconducibile all’insonnia da cortisone riguarda la difficoltà ad addormentarsi: il soggetto fa fatica a prendere sonno anche se ha avuto una giornata particolarmente stancante.

 I sintomi relativi ad un alto livello di cortisolo nel corpo

La stanchezza cronica, a tal proposito, è un sintomo spesso concomitante: l‘elevato livello di cortisolo presente nell’organismo riduce l’attività delle ghiandole surrenali sottoponendo il corpo e la mente ad uno stress continuo che produce fiacchezza e spossatezza. Questo stato è ulteriormente aggravato da un sonno discontinuo e disturbato, che porta l’individuo ad addormentarsi con estrema difficoltà e a svegliarsi più volte durante la notte. L’assunzione di cortisone, inoltre, intacca il sistema immunitario e danneggia la flora intestinale, causando nausea, bruciore alla bocca dello stomaco, meteorismo e crampi addominali.

Tali disturbi possono presentarsi con più frequenza durante la notte: lo stato di profonda prostrazione fisica rende il corpo più vulnerabile nei confronti di questi sintomi e li trasforma in ulteriori fattori di ostacolo al sonno. La debolezza delle ghiandole surrenali, infine, provoca un incremento della prolattina, ormone che aumenta l’ipersensibilità al dolore: per questo l’insonnia da cortisone è sovente accompagnata da stimoli dolorosi di media e forte entità, come l’emicrania e il mal di schiena. Per prevenire questi malesseri e contrastare l’insorgenza dell’insonnia è innanzitutto consigliabile ridurre le dosi di cortisone: in questo modo si eviterà un sovraccarico di cortisolo limitandone tutti gli effetti collaterali.

Dosaggio consigliato per assumere cortisone

E’ fondamentale, a tal proposito, attenersi scrupolosamente al dosaggio consigliato nel foglietto illustrativo: se l’insonnia insorge ugualmente, questa dose può essere ridotta sotto supervisione medica fino alla scomparsa del sintomo. Nel 2004, uno studio clinico pubblicato su “Clin Drug Investigation” compiuto sul betametasone ne ha rilevato, insieme ad un alto grado di efficacia nella cura di varie patologie, anche un elevato livello di tollerabilità che riduce al minimo gli effetti indesiderati: ciò nonostante, nelle terapie a lungo termine deve essere sempre valutata una progressiva riduzione del dosaggio, soprattutto in presenza di insonnia, disturbi gastrointestinali, anomalie del sistema endocrino, problemi cardiovascolari, ipertensione oculare e sindromi depressive.

Nel caso specifico, una dose di attacco di betametasonenon può superare i 2 mg giornalieri, mentre per ciò che concerne la fase di mantenimento il dosaggio consigliato oscilla fra 0,5 mg e 1 mg. Per aiutare a combattere l’insonnia da cortisone mentre la terapia è in corso sono assolutamente sconsigliati gli psicofarmaci: la loro formulazione, infatti, può causare interazioni con il cortisone dalle conseguenze difficilmente gestibili. Esiste, a tal proposito, un rimedio completamente naturale e privo di rischi per la salute in grado di indurre un buon sonno e contrastare gli effetti collaterali delle terapie cortisoniche: si tratta della valeriana officinalis.

Valeriana per migliorare la qualità del sonno

Questa pianta erbacea, diffusa in tutta Europa e nel Nord America, cresce ai margini dei boschi e sui prati umidi: dalla sua radice e dal suo fusto sotterraneo (rizoma) si ricava un estratto dalle proprietà calmanti, analgesiche, rilassanti, antispastiche e ansiolitiche. Merito del suo alto contenuto di tannini, valepotriati, flavonoidi e acidi valerenici, principi attivi in grado di agire sul sistema nervoso replicando l’effetto sedativo delle benzodiazepine, la valeriana quindi induce il sonno e concilia un buona dormita notturna. A differenza di questa categoria di psicofarmaci, però, la valeriana non produce torpore o stordimento e può essere utilizzata in ogni momento della giornata, la valeriana facilita il sonno in modo molto naturale senza interferire sullo stato mentale e di salute dell’individuo.valeriana contro insonnia

La sua azione stimola un particolare ricettore celebrale deputato all’induzione del sonno, ovvero l’acido gamma-amminobutirrico ( GABA ): i principi attivi della valeriana officinalis aumentano l’attività di questo neurotrasmettitore inducendo una benefica distensione dei nervi e di conseguenza il sonno. In questo modo, l’assunzione di valeriana corrobora l’organismo aiutandolo ad allontanare le tensioni e favorendo la regolazione ottimale dei ritmi sonno-veglia: il suo effetto antispastico, inoltre, contrasta le affezioni dolorose che spesso si accompagnano ad un trattamento con farmaci cortisonici.

Il suo benefico effetto distensivo sulla muscolatura addominale, in particolare, allevia gli spasmi e combatte efficacemente i disturbi gastrointestinali di natura nervosa: mentre agisce sul sistema nervoso, quindi, questo estratto vegetale esercita una funzione calmante sull’apparato digerente contrastando i disturbi digestivi che spesso ostacolano il buon sonno. Combattendo inoltre irritabilità, ansia e nervosismo, la valeriana migliora la qualità del riposo consentendo al fisico di rigenerarsi, alleviando progressivamente il senso di stanchezza e i dolori articolari ad esso correlati. La valeriana in compresse, in particolare, contiene un’alta concentrazione di estratto secco purissimo per agire in modo rapido e mirato e indurre il sonno. Per combattere l’insonnia da cortisone la posologia consigliata è di 300 mg, da ingerire 30 minuti prima di coricarsi. Essendo un prodotto naturale, la valeriana è ottimamente tollerata anche dai soggetti più delicati: per le interazioni che potrebbero insorgere, tuttavia, se ne sconsiglia l’assunzione alle persone che fanno uso di alcol, farmaci antidepressivi e sedativi. Una particolare attenzione deve essere riservata anche al dosaggio, che non dovrà mai eccedere la posologia consigliata nel foglietto illustrativo: in alcuni casi, infatti, dosi superiori a quelle raccomandate possono provocare una sedazione eccessiva o altri effetti indesiderati.

 

 

bannervale