Utilizzare la Valeriana come Ansiolitico Naturale
15 luglio 2014
Insonnia da Menopausa: Sintomi, Cause e Rimedi Naturali
14 ottobre 2014

Quali dolori è possibile lenire usando la Valeriana?

La Valeriana Officinalis è una pianta tradizionalmente utilizzata per la cura di dolori e malanni.

Fa parte della famiglia delle Valerianacee, la quale comprende oltre 150 specie diffuse soprattutto in Europa e nelle Americhe, quindi in regioni a clima continentale e tropicale, crescendo spontaneamente in luoghi boscosi, perché più ombrosi e umidi.

Che tipi di dolori può alleviare la valeriana?

Da utilizzare come terapia contro il dolore cervicale, la valeriana può alleggerire il fastidio e diminuirne l’intensità. Non bisogna dimenticare che la tensione e l’ansia possono rendere più acuto il problema: con una tisana calmante si ritrova la tranquillità a livello mentale e fisico, riuscendo a sciogliere i muscoli.
Per i dolori muscolari o disturbi legati allo stress è possibile preparare un decotto a base di radice di valeriana o assumere una compressa di valeriana. Ne basta un cucchiaino in acqua calda prima di andare a dormire per riuscire a conciliare il sonno e risvegliarsi rinvigoriti. Le qualità di questa pianta officinale sono molte e sono largamente impiegate tutt’oggi nel campo farmaceutico.
E’ un efficace rimedio naturale capace di rilassare i muscoli, calmare e rilassare gradualmente il corpo e lo spirito.

valeriana per dolori muscolariLa valeriana è particolarmente indicata per i disturbi del sonno, soprattutto quelli legato allo stress e all’ansia: gli elementi in essa contenuti riescono a migliorarne considerevolmente la qualità. La funzione principale è quella svolta dai flavonoidi e terpeni, alcuni principi attivi che agiscono sui muscoli. Riuscendo a rilassare i recettori dell’adenosina, questa pianta riesce ad aiutare tutti coloro che soffrono di crampi e per questo è particolarmente indicata per gli atleti.

Il nome stesso di questa erba perenne ne suggerisce l’utilizzo: ‘valere’ è una parola latina e vuol dire ‘godere di buona salute’, mentre ‘officinalis’ rimanda al suo impiego farmaceutico ed erboristico. E’ anche conosciuta con il nome di ‘erba dei gatti’, perché  hanno una sorta di attrazione nei suoi confronti e sono soliti strusciarvisi contro. Ha effetti psicoattivi per i piccoli mammiferi e spesso anche stupefacenti.

Le radici ed il rizoma contengono particolari sostanze, come i valepotriati, che hanno proprietà calmanti e sedative per l’uomo. Da secoli si usa la parte fibrosa della valeriana per ricavarne olii essenziali dall’odore piuttosto sgradevole, ma molto efficaci nell’attenuare dolori e disturbi di vario genere. Nel Medioevo il suo impiego era talmente diffuso da essere considerata una sorta di panacea per qualsiasi male. Il suo utilizzo riguarda per lo più disturbi legati al sonno, all’agitazione e iperattività.
La valeriana, in campo medico, può essere assunta sotto varie forme, tra cui le più comuni sono gli infusi, le gocce e le capsule.

Le controindicazioni dovute all’uso prolungato della valeriana non sono molte, avendo un grado di tossicità acuta piuttosto scarso. Insonnia, emicrania, aumento della pressione arteriosa, disturbo della concentrazione, stato di eccitazione e rallentamento della frequenza cardiaca sono alcuni dei sintomi a cui si può andare incontro. E’ importante non utilizzarla durante la gravidanza o in concomitanza con altri farmaci, calmanti e sonniferi. E’ importante non confondere la valeriana con la sua sorella valerianella, in quanto la prima non è commestibile, mentre la seconda ha un largo utilizzo in cucina, soprattutto per la preparazione di insalate.