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Insonnia da farmaci, come ridurla con la Valeriana

Quando i farmaci che assumiamo per curare alcune patologie non ci consentono di prendere sonno facilmente, l’azione sedativa della Valeriana in compresse è utile per contrastare l’insonnia.

I medicinali che non fanno dormire

Molto spesso capita che alcuni farmaci, se assunti a dosi elevate o per un lungo periodo di tempo, provochino insonnia e altri disturbi del sonno. Proprio per la loro azione specifica sull’organismo o a causa di possibili effetti collaterali, questi medicinali interferiscono con il normale ciclo sonno/sveglia. Quando si assumono sostanze che possono alterare il consueto riposo notturno, indispensabile per uno stile di vita sano ed equilibrato, è opportuno prestare attenzione alla posologia e, in caso di insorgenza di disturbi d’insonnia, prediligere un rimedio naturale. Tra i principali farmaci potenzialmente responsabili dell’insonnia troviamo:

  • Anfetamine
  • Antidepressivi (in particolar modo quelli appartenenti al gruppo SSRI)
  • Antiepilettici
  • Contraccettivi orali
  • Beta-bloccanti
  • Alcuni farmaci utilizzati nella cura del Parkinson
  • Antiaritmici
  • Diuretici
  • Broncodilatatori
  • Farmaci per la cura della tiroide
  • Prodotti contenenti nicotina (usati da chi vorrebbe smettere di fumare)
  • Corticosteroidi
  • Efedrina
  • Corticotropina

Un sedativo naturale per dormire, la Valeriana

La valeriana (Valeriana Officinalis), una pianta appartenente alla famiglia delle Valerianacee, è utilizzata da tempo immemore per contrastare l’insonnia grazie alle sue proprietà sedative e calmanti. La valeriana è una pianta erbacea e perenne, che cresce soprattutto in Europa e Asia ma anche nel Nord America e nelle regioni tropicali del Sud America. Le specie di valeriana presenti in natura sono più di 150, ma quella più diffusa e utilizzata rimane la Valeriana Officinalis. L’uso della valeriana risale all’epoca dell’antica Grecia e dell’antica Roma. Il famoso medico dell’antica Grecia, Galeno di Pergamo, i cui studi hanno dominato il campo della medicina per diversi secoli, prescriveva l’uso della pianta per curare l’insonnia.

Durante il Rinascimento, la valeriana ha trovato largo impiego per contrastare vari disturbi, come nervosismo, palpitazioni cardiache e mal di testa. Inoltre, durante la Seconda Guerra Mondiale, la pianta è stata ampiamente utilizzata come rimedio antistress, in particolar modo in Inghilterra, per aiutare civili e soldati ad affrontare nervosismo e tensione durante i bombardamenti da parte dei tedeschi. I preparati a base di valeriana vengono prodotti dalla radice della pianta, che però ha un odore piuttosto sgradevole.

La pianta contiene preziosi elementi che aiutano a combattere i disturbi del sonno e favorisco un riposo sano e naturale. Grazie alle sue innumerevoli proprietà, la pianta è impiegata, inoltre, per contrastare spasmi e disturbi gastrointestinali. Prendere in considerazione l’assunzione di preparati a base di valeriana per contrastare i disturbi da insonnia può rappresentare una soluzione molto valida per vari motivi: si tratta di un estratto naturale, per cui le controindicazioni, ove presenti, sono molto limitate; non avendo effetti ipnotici, non causa pesantezza e senso di stordimento al risveglio; gli effetti collaterali sono modesti e, tuttavia, si manifestano solo con l’assunzione di dosi massicce. Il crescente consumo di estratti di valeriana per curare e tenere sotto controllo ansia, stress e disturbi del sonno ha contribuito alla produzione di diverse categorie di prodotti erboristici, tra i quali troviamo:

  • Compresse
  • Gocce
  • Tisane
  • Tinture

L’utilizzo di prodotti a base di valeriana è indicato in caso di ansia, stress, insonnia e altri disturbi del sonno, nervosismo, cefalea, spasmi gastointestinali, palpitazioni, extrasistole, vertigini psicogene. I principali componenti della pianta sono: olio essenziale, acido valerianico, acido isovalerianico, acidi valerenici, valepotriati, acido malico, tannidi, glucidi, flavonoidi, alcaloidi e resine.

La valeriana agisce sul sistema nervoso attraverso un duplice meccanismo: da una parte rallenta il processo di eccitazione e stimolazione agendo sul neurostrasmettitore GABA (Acido Gamma-aminobutirrico), responsabile nella regolazione dell’eccitabilità neuronale, dall’altra, stimola i recettori del sistema nervoso centrale attraverso un’azione di tipo sedativo. Tuttavia, non è chiaro quale dei componenti sia il responsabile dell’azione sedativa e calmante della valeriana, ed è probabile che l’effetto rilassante non sia dovuto ad un principio attivo, bensì all’insieme dei costituenti della pianta, che svolgono un’attività sinergica. Molti studi clinici supportano l’utilizzo della valeriana come blando sedativo in quanto, a differenza di molti sedativi farmacologici, non comporta dipendenza e/o assuefazione e non interferisce sulle attività di concentrazione e sulla capacità di guida.

L’uso della valeriana può interferire con alcuni farmaci come le benzodiazepine (Xanax, Tavor, Valium, ecc.), gli antistamici e i barbiturici. Inoltre, è bene evitareinsonnia di assumere la valeriana in concomitanza con alcol, iperico e melatonina. In ogni caso, se si fa uso di farmaci o sostanze erboristiche è bene chiedere consiglio al proprio medico. Nel caso si faccia uso di sonniferi è possibile che la valeriana aumenti l’effetto del sonno indotto da tali farmaci, perciò è consigliabile evitare l’uso simultaneo delle due sostanze.

La valeriana presenta poche controindicazioni, che variano da caso a caso e in base al quantitativo assunto e alla durata del trattamento. In linea di massima, le controindicazioni sono:

  • Ipersensibilità verso uno o più dei componenti
  • Gravidanza e allattamento (chiedere consiglio al proprio medico, in quanto i rischi sul feto o sul neonato non sono ancora stati evidenziati)
  • Bambini di età inferiore ai 3 anni.

La valeriana non influenza i risultati degli esami di laboratorio. In ogni caso, se si hanno dubbi chiedere consiglio al proprio medico curante, al farmacista o all’erborista.

Le dosi consigliate non dovrebbero superare i 500/600 mg di estratto al giorno.

  • Gocce: 20 gocce da una a tre volte al giorno
  • Compresse: 3 capsule al giorno
  • Tintura: 1/2-1 cucchiaino da una a più volte al giorno
  • Infuso: 2-3 gr per tazza da una a più volte al giorno

Se si assumo altri farmaci è bene ridurre le dosi per evitare effetti indesiderati e/o interazioni. Paradossalmente, l’assunzione di estratti di valeriana a dosi inferiori alla posologia può dare luogo a fenomeni di eccitazione. Inoltre, il trattamento non dovrebbe essere prolungato oltre le 3-4 settimane in quanto può comportare l’insorgenza di cefalee e palpitazioni. In caso di necessità di prolungare il trattamento, è possibile alternare l’assunzione di valeriana con quella di melissa.

In caso di uso eccessivo e prolungato, tra i possibili effetti collaterali troviamo:

  • Capogiri
  • Prurito
  • Disturbi gastrointestinali
  • Palpitazioni
  • Insonnia
  • Emicrania
  • Aumento della pressione sanguigna
  • Eccitabilità
  • Diminuzione della frequenza cardiaca

Tuttavia, gli effetti collaterali sono rari e associati soprattutto all’abuso dei prodotti contenenti estratti di valeriana e al loro uso prolungato.