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Insonnia da altitudine, usare la Valeriana per il mal di montagna

valeriana contro l'insonnia in montagna

Con la Valeriana in compresse è possibile combattere l’insonnia da altitudine, evitando gli effetti collaterali dei farmaci per il mal di montagna.

Perché l’alta quota non aiuta a dormire bene?

mal di montagnaIl “mal di montagna” è una particolare forma di malessere che scaturisce dalla difficoltà da parte dell’organismo di adattarsi alle grandi altitudini. Nei luoghi situati ad oltre 2.000 metri di altezza, infatti, il ridotto apporto di ossigeno che si accompagna ad un abbassamento della pressione atmosferica provoca una condizione di ipossia che, nei casi più gravi, può addirittura mettere in pericolo la vita del soggetto.

Questo stato patologico si manifesta con un complesso di sintomi fra cui spiccano emicrania, nervosismo, vertigini, anoressia, tachicardia, senso di affaticamento, nausea, vomito ed insonnia. Trascurare questa sintomatologia può causare una degenerazione del malessere e provocare l’insorgenza di patologie più gravi, come l’emorragia retinale e l’edema cerebrale: per questo, al verificarsi dei primi sintomi è necessario trasferire il soggetto ad un’altitudine più bassa, in modo tale da favorire il recupero dell’equilibrio psicofisico ottimale.

E’ possibile, però, che l’organismo risenta comunque per un periodo più o meno lungo di questo stato di alterazione, manifestando anche dopo il ripristino delle normali condizioni fisiologiche un forte squilibrio nei ritmi sonno-veglia: è il caso della cosiddetta “insonnia da altitudine“, ovvero quel peculiare disturbo del sonno correlato al forte stato di stress che scaturisce da una carenza di ossigeno ad alta quota. Questa peculiare tipologia di insonnia è solitamente classificata come “insonnia situazionale estrinseca“, poichè la sua insorgenza è determinata dall’influsso di elementi di disturbo esterni all’organismo: tali fattori possono avere origine climatica o ambientale ed hanno il potere di interferire con la capacità di addormentarsi.

Nel caso dell’insonnia da altitudine, l’insufficiente ossigenazione provocata dalla bassa pressione atmosferica impedisce il corretto svolgimento delle funzioni cerebrali, causando alterazioni nella produzione di alcune sostanze che regolano i ritmi sonno-veglia ed ostacolando così il riposo notturno.

Questo squilibrio può protrarsi anche per un lungo arco di tempo, creando al soggetto una condizione di forte disagio dalle conseguenze di difficile gestione: i disturbi del sonno, infatti, causano stanchezza, spossatezza, irritabilità, nervosismo e patologie gastrointestinali, intaccando le difese immunitarie dell’organismo e rendendo il fisico e la mente particolarmente vulnerabili a qualsiasi forma di sollecitazione.

La Valeriana in compresse al posto degli ansiolitici

Per risolvere il problema ed agevolare il ripristino dei corretti ritmi sonno-veglia, molte persone tendono a ricorrere alla terapia farmacologica, che prevede solitamente la somministrazione di prodotti a base di benzodiazepine. Queste sostanze hanno un immediato effetto sedativo, poichè agiscono sull’acido gamma-aminobutirrico”( GABA),il recettore cerebrale responsabile dell’induzione del sonno. Mentre offrono questo vantaggio, però, le benzodiazepine causano spesso effetti collaterali nocivi per la salute e per la qualità della vita. L’assunzione di questo tipo di farmaci provoca infatti una sgradevole sensazione di intorpidimento che impedisce di svolgere molte mansioni quotidiane con la consueta lucidità e prontezza di riflessi: le benzodiazepine interferiscono con la normale capacità di guidare veicoli e possono causare sonnolenza, letargia, mancanza di concentrazione e soprattutto dipendenza.

Per ovviare a questo tipo di inconvenienti e trattare l’insonnia da altitudine in modo efficace e senza effetti indesiderati, una valida alternativa naturale è mal di montagnarappresentata dalla valeriana. La valeriana è una pianta officinale molto diffusa nelle zone umide di varie parti d’Europa e del Nord America: dalla sua radice e dal suo fusto sotterraneo ( rizoma) si estrae un fitocomplesso dalle spiccate proprietà calmanti, sedative, antispastiche ed ansiolitiche. Grazie alla sua capacità di agire sul recettore GABA replicando la funzione sedativa delle benzodiazepine, l’estratto di valeriana è in grado di indurre il sonno in modo naturale evitando al tempo stesso gli effetti collaterali che solitamente si accompagnano ad un trattamento farmacologico.

Studi clinici hanno dimostrato che, con la sua forte azione sulle funzionalità del recettore GABA, l’estratto secco di radice di valeriana ha la capacità di contrastare l’insonnia da altitudine con un’efficacia molto simile a quella apprezzata nei farmaci a base di benzodiazepine. Un’indagine condotta nel 2008 dai ricercatori italiani del “Velleja Research” di Pontenure ( PC) ha rilevato un’accentuata similitudine fra i risultati ottenuti con la somministrazione di benzodiazepine e quelli raggiunti con un trattamento a base di estratto di valeriana: gli esiti di questa ricerca hanno confermato le qualità della valeriana come rimedio naturale a varie tipologie di insonnia, compresa l’insonnia da altitudine.

Merito dell’alto contenuto di valepotriati, acidi valerenici, flavonoidi e tannini: questi principi attivi, presenti in elevata concentrazione nella radice e nel rizoma, consentono alla valeriana di esercitare un’azione benefica ad ampio spettro sul sistema nervoso centrale, apportando all’organismo tutta una serie di vantaggi per il recupero e il mantenimento dell’equilibrio psicofisico ottimale. Per la sua particolare formulazione, la valeriana in compresse possiede un alto grado di efficacia nel trattamento dell’insonnia da altitudine: nelle compresse, infatti, i principi attivi estratti dalla radice hanno una maggiore concentrazione che consente un rapido e significativo ripristino dei corretti ritmi sonno-veglia.

Le proprietà ansiolitiche e antispastiche di questa pianta officinale, inoltre, consentono all’estratto secco in compresse di alleviare molti dei sintomi collegati all’insonnia da altitudine, come spasmi addominali, disturbi gastrointestinali, nervosismo, irritabilità, cefalea e nausea: in tal senso, la valeriana si dimostra efficace non soltanto nel trattamento dell’insonnia, ma anche come rimedio naturale per combattere gli altri disturbi legati al “mal di montagna”. Il dosaggio consigliato per contrastare efficacemente l’insonnia da altitudine e favorire un sensibile miglioramento della qualità del sonno è di 300 mg al giorno: questa dose deve essere assunta preferibilmente 30 minuti prima di coricarsi.

Questa posologia deve essere seguita senza eccedere la dose giornaliera raccomandata: una somministrazione superiore, infatti, può provocare una sedazione eccessiva rendendo il soggetto letargico e poco reattivo. Essendo un prodotto naturale, la valeriana può essere assunta anche dalle persone sensibili ed intolleranti alle normali terapie farmacologiche: tuttavia, a causa di possibili interazioni, il trattamento a base di valeriana deve essere evitato in associazione a particolari sostanze quali alcolici, barbiturici, tranquillanti, sonniferi, farmaci anestetici e anti-epilettici.

Nell’eventualità che il trattamento con la valeriana in compresse non dovesse sortire i risultati desiderati, la persistenza della condizione di squilibrio dei ritmi sonno-veglia può essere risolta con il ricorso ad uno specialista in grado di individuare, attraverso un’accurata anamnesi del paziente, le cause del disturbo ed il trattamento più appropriato.

Il primo punto di riferimento, in questo senso, è rappresentato dal medico di famiglia: sarà lui a formulare una prima ipotesi sull’origine del problema e a suggerire una possibile soluzione. In alternativa, il medico di famiglia potrà indirizzare il soggetto verso una terapia più specialistica, consigliandogli di rivolgersi ad un neurologo o ad uno psicologo.